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Cordiali saluti o Distinti saluti? Come chiudere una mail, con 50 formule per ogni situazione

Cordiali saluti è la chiusura più sicura per quasi tutte le email di lavoro: è cortese, non è fredda e va bene con clienti, fornitori, uffici e persone che non conosci. Distinti saluti è più distaccato e si usa nella corrispondenza formale e impersonale, per esempio con un ente, un ufficio reclami o un'azienda senza un nome a cui rivolgersi. Un cordiale saluto è un po' più caldo e funziona con chi conosci già. Saluti da solo è sbrigativo: va bene tra colleghi, meno con un cliente nuovo.

Qui sotto trovi le differenze in una tabella, le regole su maiuscola, virgola e punto (con le risposte di Treccani, dell'Accademia della Crusca e del servizio DICO dell'Università di Messina), 50 formule divise per situazione, la frase da scrivere prima del saluto, gli errori da evitare e come far convivere il saluto con la firma automatica.

Cordiali saluti o Distinti saluti: la differenza in breve

FormulaRegistroQuando usarlaDestinatario tipico
Cordiali salutiFormale ma corteseQuasi sempre nelle email di lavoroCliente, fornitore, ufficio, docente, selezionatore
Distinti salutiFormale e distaccatoComunicazioni ufficiali e commerciali, rapporti impersonaliEnte pubblico, ufficio reclami, "Spett.le" azienda
Un cordiale salutoCortese e personaleCon chi conosci almeno un po'Cliente abituale, referente di un'altra azienda
CordialmenteFormale e asciuttoEmail brevi e di servizioRisposta veloce a un fornitore
Con i migliori salutiFormale e calorosoQuando vuoi chiudere bene un rapporto o una trattativaPartner, cliente importante
Un caro salutoAffettuosoSolo con rapporti consolidatiCliente storico, ex collega
SalutiNeutro e breveColleghi, conversazioni già avviateCollega, risposta in un thread
A prestoInformaleCon chi sentirai o vedrai a breveCollega, partner con cui lavori spesso

La differenza tra le prime due sta tutta nell'aggettivo. "Cordiale" viene dal latino cor, cordis, il cuore: esprime una cortesia calda, anche se resta formale. "Distinto" segna la distanza e il rispetto, ed è per questo che suona bene con un ufficio e meno con una persona che ti ha appena scritto con gentilezza.

Distinti saluti, quindi, non è "più importante" di Cordiali saluti. È più freddo. Se un cliente ti scrive "Grazie mille, è stato gentilissimo" e tu rispondi chiudendo con "Distinti saluti", il messaggio arriva come una porta che si chiude.

Dove le fonti non sono d'accordo

Molte guide online presentano Distinti saluti come la formula più formale in assoluto, adatta a qualsiasi lettera importante. Il vademecum sulla comunicazione formale dell'Università di Padova dice invece agli studenti di evitare Distinti saluti con i docenti, "in quanto appartenenti alla comunicazione commerciale", e di usare Cordiali saluti, Cordialmente o "Le porgo i miei cordiali saluti".

Hanno ragione entrambi, se guardi a chi scrivi:

  • Scrivi a una persona (un docente, un selezionatore, un cliente con nome e cognome): Cordiali saluti.
  • Scrivi a un ufficio o a un ente senza un nome (protocollo del Comune, ufficio reclami, amministrazione di un'azienda): Distinti saluti va benissimo.
  • Non sai decidere: Cordiali saluti. Nessuno si è mai offeso per una chiusura cordiale.

Maiuscola, virgola o punto: come si scrive

Cordiali saluti o Cordiali Saluti?

Si scrive Cordiali saluti, con la maiuscola solo all'inizio perché apre una riga. "Cordiali Saluti" con due maiuscole è molto diffuso, ma non serve. Il servizio DICO dell'Università di Messina (risposta di Fabio Ruggiano, 13 aprile 2021) ricorda che "non c'è una regola precisa sull'uso delle maiuscole in italiano", e aggiunge che scrivere la formula con entrambe le iniziali maiuscole per sembrare più deferenti è eccessivo e si può evitare senza problemi.

Dentro una frase la formula va in minuscolo: "Le porgo cordiali saluti", "porgo distinti saluti", "un cordiale saluto a tutto l'ufficio".

E i pronomi: Le, La, Suo?

Qui la maiuscola ha una funzione. L'Accademia della Crusca (scheda "Norme di redazione per le lettere", 2003) spiega che la maiuscola nei pronomi di cortesia (Le chiedo, sono lieto di invitarLa) è un segnale di formalità e aiuta a capire che il pronome si riferisce al destinatario e non a qualcun altro. Per questo nelle email formali è normale scrivere "Le porgo cordiali saluti", "La ringrazio", "in attesa di un Suo riscontro".

Le due fonti non si contraddicono: la maiuscola sul pronome che indica il destinatario ha senso, quella sulla formula di saluto no.

Ci vuole la virgola dopo Cordiali saluti?

Puoi scegliere. Treccani ha risposto due volte sulla questione:

  • Nel settembre 2013 ha confermato che la virgola dopo la formula di chiusura è corretta, sia quando vai a capo prima della firma, sia quando saluto e firma stanno sulla stessa riga.
  • Nell'ottobre 2013 ha aggiunto che virgola e punto sono entrambi possibili, e che si può anche non mettere nessun segno, perché nel genere epistolare lo "scalino" grafico che separa saluto e firma è già una convenzione.

Quindi tutte e tre queste versioni sono corrette:

Cordiali saluti,
Giulia Ferrari
Cordiali saluti.
Giulia Ferrari
Cordiali saluti
Giulia Ferrari

Nelle email la più diffusa è la terza, senza punteggiatura, seguita dalla virgola. Scegline una e usala sempre: la coerenza conta più della scelta.

Prima il nome, poi il cognome

Sia la Crusca sia il vademecum di Padova sono netti: sotto il saluto ci si firma con nome e cognome, in quest'ordine. "Mario Rossi", non "Rossi Mario". L'ordine cognome-nome appartiene ai moduli e agli elenchi, non alla firma di una lettera o di un'email.

Le formule con "porgo" e le chiusure in forma di frase

In italiano il saluto formale può essere una formula breve (Cordiali saluti) oppure una frase intera con il verbo. Le frasi complete suonano più curate, a volte un po' burocratiche:

  • Le porgo cordiali saluti. Formale, personale, sempre corretta.
  • Porgo distinti saluti. Da usare con enti e uffici.
  • Colgo l'occasione per porgerLe cordiali saluti. Molto formale, tipica di lettere ufficiali. In un'email breve rischia di pesare.
  • La saluto cordialmente. Formale, ma meno rigida delle formule con "porgo".
  • Ti saluto e ti auguro buon lavoro. La versione con il tu, per chi conosci.

Un consiglio pratico: se la frase prima del saluto è già lunga, preferisci la formula breve. "In attesa di un Suo cortese riscontro, colgo l'occasione per porgerLe i miei più cordiali saluti" è corretta, ma il destinatario la legge come un modulo.

50 formule per chiudere una mail, situazione per situazione

Le formule sono numerate per comodità. Accanto trovi quando funzionano e quando no.

A un cliente

Cliente nuovo, preventivo, primo contatto:

  1. Cordiali saluti. La scelta standard, non sbagli mai.
  2. Un cordiale saluto. Leggermente più calda, ottima dopo una telefonata.
  3. Resto a disposizione per qualsiasi chiarimento. Cordiali saluti. Chiude e invita a fare domande.
  4. Grazie per averci contattato. Un cordiale saluto. Per la risposta a una richiesta di informazioni.

Cliente abituale:

  1. Buona giornata e a presto. Cordiale, adatta quando vi sentite spesso.
  2. Un caro saluto. Solo se il rapporto è davvero consolidato.
  3. Buon lavoro. Funziona benissimo a metà settimana, tra professionisti.

Alla Pubblica amministrazione

Comune, Agenzia delle Entrate, scuola, ASL, uffici di protocollo, anche via PEC:

  1. Distinti saluti. Qui è la formula giusta: scrivi a un ufficio, non a una persona.
  2. In attesa di un cortese riscontro, porgo distinti saluti. Quando ti serve una risposta.
  3. Ringraziando per l'attenzione, porgo cordiali saluti. Se hai un nome di riferimento, per esempio un funzionario che ti ha già risposto.
  4. Con osservanza. Molto formale e ormai rara, si usa verso autorità (un tribunale, un'alta carica). Nella maggior parte delle email alla PA è troppo.

Candidatura e lettera di presentazione

  1. Nel ringraziarLa per l'attenzione, Le porgo cordiali saluti. Classica e sicura per una candidatura.
  2. Resto a disposizione per un colloquio. Cordiali saluti. Più diretta, indica il passo successivo.
  3. In attesa di un Suo riscontro, Le porgo cordiali saluti. Va bene anche per una candidatura spontanea.
  4. Cordiali saluti, seguita da una firma completa con telefono. Il selezionatore deve poterti chiamare senza cercare il numero nel CV.

Da evitare in una candidatura: Saluti, Un abbraccio, A presto, e qualsiasi emoji.

Al tuo responsabile

Dipende molto dalla cultura aziendale: in tante aziende italiane ci si dà del tu anche con il capo.

  1. Grazie, buona giornata. Per un aggiornamento o una richiesta semplice.
  2. Un saluto. Neutra, va bene sia con il tu sia con il Lei.
  3. Ci aggiorniamo domani. Quando la chiusura è anche un impegno.

A un collega

  1. Ciao (o Ciao a tutti in un'email a più persone).
  2. A presto.
  3. Grazie mille! Se gli stai chiedendo un favore o lo stai ringraziando.
  4. Buon lavoro.
  5. Buon weekend. Il venerdì, ovviamente.

Sollecito

Quando una risposta non arriva, la chiusura deve essere cortese e chiara sui tempi:

  1. In attesa di un Suo cortese riscontro, porgo cordiali saluti. La formula più usata per un sollecito formale.
  2. Ti ringrazio se riesci a farmi sapere entro venerdì. Un saluto. Con il tu, con una scadenza concreta.
  3. Resto in attesa di Sue notizie. Cordiali saluti. Neutra, senza pressione.
  4. Grazie in anticipo per la risposta. Cordiali saluti. Gentile, ma con alcuni destinatari suona come una pretesa: usala con chi ti ha già risposto altre volte.

Ringraziamento

  1. Grazie ancora, un cordiale saluto.
  2. Con gratitudine. Più personale, per un aiuto importante.
  3. Ti ringrazio di cuore. A presto. Con il tu.
  4. Grazie per la disponibilità. Cordiali saluti. La versione formale.

Dopo una brutta notizia o un reclamo

  1. Scusandoci ancora per il disagio, porgiamo cordiali saluti. Per la risposta a un reclamo, a nome dell'azienda.
  2. Restiamo a disposizione per trovare insieme una soluzione. Cordiali saluti. Lascia la porta aperta.
  3. Con i migliori saluti. Chiude con calore un'email difficile, senza sembrare frettolosa.

A un professore o a un docente

  1. Cordiali saluti.
  2. La ringrazio per la disponibilità e Le porgo cordiali saluti.
  3. Cordialmente.

Il vademecum di Padova consiglia proprio queste formule ed elenca tra quelle da evitare Distinti saluti (troppo commerciale) e Saluti o Cari saluti (troppo colloquiali).

Email commerciali, newsletter, comunicazioni a molti

  1. A presto.
  2. Buona giornata dal team di [nome azienda].
  3. Il team di [nome azienda]. Va bene quando non firma una persona sola.

In inglese

  1. Best regards. L'equivalente più vicino a Cordiali saluti.
  2. Kind regards. Simile, un po' più calda, molto usata nel Regno Unito.
  3. Yours sincerely. Formale, nell'inglese britannico quando conosci il nome del destinatario (Dear Mr Smith).
  4. Yours faithfully. Formale, nell'inglese britannico quando non lo conosci (Dear Sir or Madam). È il cugino di Distinti saluti.
  5. Best. Breve e cordiale, tipica dell'inglese americano tra colleghi.
  6. Many thanks. Quando chiedi qualcosa.

Attenzione a "Regards" da solo: in inglese suona più freddo di quanto sembri.

In altre lingue

  1. Mit freundlichen Grüßen (tedesco): la chiusura formale standard, equivale a Cordiali saluti.
  2. Cordialement o Bien cordialement (francese).
  3. Saludos cordiales o Un saludo (spagnolo).
  4. Atenciosamente (portoghese del Brasile): la formula formale più comune.

Cosa evitare quando chiudi una mail

Le abbreviazioni. "Cordiali sal.", "Cord. saluti", "Dist. saluti", "Distinti sal." fanno risparmiare qualche lettera e fanno perdere tutta la cortesia che la formula dovrebbe trasmettere. Se scrivi di fretta, scrivi "Un saluto": è breve e completo.

Distinti saluti nei messaggi informali. Con un collega, con un cliente con cui vi date del tu o in risposta a un'email affettuosa, suona freddo o persino ironico.

Due formule una sopra l'altra. "Cordiali saluti" seguito da "Un saluto" (magari perché uno lo scrivi tu e l'altro è dentro la firma automatica) mostra che nessuno ha riletto. Ne basta una.

Il registro sbagliato. "Ti porgo distinti saluti" mescola il tu con la formula più distaccata che esista. Se dai del tu, chiudi con il tu (Un saluto, A presto); se dai del Lei, chiudi con il Lei.

"Cordiali Saluti" con due maiuscole. Non è un errore grave, ma come abbiamo visto non aggiunge formalità.

"In fede". Si usa per dichiarazioni, attestazioni e autocertificazioni, cioè quando chi firma garantisce che quanto scritto è vero. In un'email normale stona.

Formule antiquate. "Ossequi", "Devotissimo", "Con perfetta osservanza" appartengono a un'altra epoca, salvo casi molto particolari.

Saluti affettuosi con chi non conosci. "Un abbraccio", "Baci", gli emoji con un cliente nuovo o con un ufficio.

Nessun saluto, solo "Inviato da iPhone". Dal telefono si può scrivere comunque "Cordiali saluti" e una firma breve.

L'ultima frase prima del saluto

La formula di chiusura funziona meglio se la frase prima dice al lettore cosa succede adesso. Qualche esempio:

  • Resto a disposizione per qualsiasi chiarimento. Universale.
  • Fammi sapere se hai domande. La versione con il tu.
  • In attesa di un Suo riscontro, seguita dal saluto.
  • Grazie per l'attenzione. Per candidature, richieste, comunicazioni ufficiali.
  • Ti aggiorno appena ho novità. Quando il passo successivo spetta a te.
  • Ci sentiamo giovedì alla call delle 10. Concreta: data e ora.
  • Il preventivo allegato resta valido fino al 31 ottobre. Una scadenza chiara vale più di un "attendo riscontro".
  • Se preferisce, possiamo sentirci al telefono. Utile quando l'argomento è delicato.

Hai due modi di unire frase e saluto:

In attesa di un Suo riscontro, Le porgo cordiali saluti.

Giulia Ferrari
Resto a disposizione per qualsiasi chiarimento.

Cordiali saluti
Giulia Ferrari

Nel primo caso frase e saluto formano un unico periodo, retto dal verbo (porgo). Nel secondo sono separati. Molti scrivono una via di mezzo, "In attesa di un Suo riscontro," e poi a capo "Cordiali saluti": è diffusissima e nessuno ti correggerà, ma la frase resta sospesa. Se vuoi essere impeccabile, usa una delle due versioni sopra.

Tu o Lei: la chiusura segue il resto dell'email

Il saluto è l'ultima cosa che il destinatario legge, quindi deve essere coerente con tutto il resto. Tre regole veloci:

  1. Rispecchia chi ti scrive. Se il cliente chiude con "Un saluto, Marco", puoi rispondere con lo stesso tono. Se chiude con "Distinti saluti" e una firma completa, resta formale.
  2. Nel dubbio, sali di un gradino. È più facile passare dal Lei al tu che rimediare a un tu di troppo.
  3. Quando cambia il registro, cambia anche il saluto. Se dopo tre email il cliente ti propone di darvi del tu, "Cordiali saluti" può diventare "Un caro saluto" o "A presto".

Saluto e firma: come si incastrano

Il saluto e la firma sono due cose diverse, e conviene tenerle separate:

  • Il saluto lo scrivi tu, ogni volta, perché cambia con il destinatario: Distinti saluti all'ufficio del Comune, A presto al collega.
  • La firma è automatica e parte dal tuo nome: nome e cognome, ruolo, azienda, telefono, sito, ed eventualmente logo e dati societari.

Ecco come si presenta un'email ben chiusa:

Resto a disposizione per qualsiasi chiarimento.

Cordiali saluti

Giulia Ferrari
Responsabile amministrativa
Ferrari Ricambi S.r.l.
+39 051 123 4567 · ferrariricambi.it

Per questo è meglio non mettere la formula di saluto dentro la firma automatica. Se la firma contiene già "Cordiali saluti", finirai per scrivere "Distinti saluti" sopra un "Cordiali saluti" in una lettera alla PA, o per mandare un "Cordiali saluti" rigido al collega con cui ti dai del tu. Tieni la firma dal nome in giù.

Altri due consigli:

  • Usa una firma breve per le risposte. In una conversazione lunga, il logo e tutti i dati ripetuti dieci volte appesantiscono. Nome, ruolo e telefono bastano.
  • Se sei una società, i dati obbligatori vanno nella firma. Sede, registro delle imprese e altri dati che il Codice civile chiede nella corrispondenza: li trovi nella nostra guida alla firma email professionale.

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Domande frequenti

Si scrive Cordiali saluti con la maiuscola?

Si scrive "Cordiali saluti", con la maiuscola solo sulla prima parola perché apre la riga. "Cordiali Saluti" con due maiuscole è diffuso ma inutile: il servizio DICO dell'Università di Messina ricorda che in italiano non c'è una regola precisa sulle maiuscole e considera eccessivo usarle per sembrare più deferenti. Dentro una frase si scrive in minuscolo: "Le porgo cordiali saluti".

Dopo Cordiali saluti ci vuole la virgola?

Non è obbligatoria. Secondo Treccani la virgola è corretta, sia andando a capo sia restando sulla stessa riga della firma, ma va bene anche il punto, oppure nessun segno, perché l'andare a capo separa già saluto e firma. Nelle email la forma più comune è senza punteggiatura. L'importante è scegliere una versione e usarla sempre.

È meglio Cordiali saluti o Distinti saluti?

Con una persona, quasi sempre Cordiali saluti: è formale ma cortese. Distinti saluti è più distaccato e funziona quando scrivi a un ufficio, a un ente o a un'azienda senza un referente preciso. Il vademecum dell'Università di Padova sconsiglia Distinti saluti con i docenti perché lo considera tipico della comunicazione commerciale. Nel dubbio, Cordiali saluti.

Come si chiude una mail formale a una persona che non conosci?

Con una frase che indica il passo successivo e un saluto formale ma cortese, per esempio: "Resto a disposizione per qualsiasi chiarimento. Cordiali saluti", seguito da nome e cognome e da una firma con ruolo, azienda e telefono. Usa il Lei con la maiuscola nei pronomi (Le, La, Suo) ed evita abbreviazioni, emoji e formule affettuose.

Come si chiude una mail a un professore?

Con "Cordiali saluti", "Cordialmente" o una frase completa come "La ringrazio per la disponibilità e Le porgo cordiali saluti". Il vademecum di Padova consiglia di ringraziare il docente per il tempo dedicato, di evitare Distinti saluti e formule troppo colloquiali come Saluti o Cari saluti, e di firmarsi sempre con nome e cognome, in quest'ordine.

Come si dice Cordiali saluti in inglese?

L'equivalente più vicino è "Best regards" o "Kind regards", entrambi adatti a quasi tutte le email di lavoro. Per una lettera molto formale nell'inglese britannico si usa "Yours sincerely" se conosci il nome del destinatario e "Yours faithfully" se hai scritto "Dear Sir or Madam". Tra colleghi va bene anche "Best". "Regards" da solo suona piuttosto freddo.

Si può chiudere una mail solo con "Saluti"?

Con un collega o in una conversazione già avviata sì, è breve e neutro. Con una persona che non conosci, un cliente nuovo o un ufficio, invece, rischia di sembrare sbrigativo: meglio "Cordiali saluti" o "Un cordiale saluto". Se vuoi una formula breve ma gentile, "Un saluto" è un buon compromesso.